Piano Editoriale per Social Media: facciamo ordine per non impazzire.

Piano Editoriale

Piano Editoriale – Progetti Social Media Lugano

Come sviluppare un Piano Editoriale per Social Media, o se volete, un Calendario Editoriale, è argomento molto delicato e che attira le attenzioni delle ricerche di molti marketers e consulenti di Social Media Marketing. Vediamo di fare ordine con una checklist delle cose da tenere in considerazione per strutturare bene un piano efficace di pubblicazione.

Abbiamo già parlato di Content Marketing e di Visual Content e, dai feedback ricevuti, è emersa l’esigenza di dovere entrare nel merito dell’attuazione del piano editoriale per pubblicare i nostri contenuti di qualità.

Per prima cosa, chiariamo un punto: non facciamo un Piano Editoriale perché qualcuno ce l’ha consigliato o perché ne abbiamo visto uno fighissimo usato da un marketer americano; bensì, perché attraverso di esso raggiungiamo i nostri obiettivi!

Lo ripeterò fino all’esasperazione: senza obiettivi di chiari, non si va da nessuna parte! Infatti, il Piano Editoriale è usato nell’ambito del giornalismo per pianificare un palinsesto. Analogamente, chiariti gli obiettivi, il calendario editoriale, ci servirà per capire (detto in parole povere) chi fa, cosa e quando, con quale strumento, dove pubblica, entro quale scadenza, verifiche ecc… Quindi non significa solo aprire un foglio in excel e cominciare a scrivere. Un Piano Editoriale è cosa un tantino più articolata… Ma andiamo con ordine.

1.  Date un nome ai vostri obiettivi.

Esempi: “più vendita”, “più visibilità”, “più leads”, “facciamo business in Bolivia”, ecc… Se i vostri obiettivi saranno così precisi, sarete in grado di monitorare meglio il flusso del vostro lavoro e di rendere la vostra strategia di comunicazione maggiormente efficace. Può essere utile tradurre tali obiettivi in “keywords” o “keyphrases” grazie all’uso di strumenti online come Google Trend il Google Keyword Planner.

2. Conoscere il proprio target di riferimento.

Ciò significa creare il profilo del vostro fruitore e segmento di mercato ideale e comprendere i trend dei social media per essere pronti a creare, in base a questi, una strategia mirata. Se i comportamenti degli utenti nei social va verso direzioni/argomenti ben precisi, perché dovremmo ostinarci ad andare altrove?

 3. Creare un team professionale e preparato.

Anche se spesso facciamo tutto da noi, in un’azienda che si rispetti, bisognerebbe costituire un gruppo di lavoro formato da almeno un social media manager, un blogger (meglio se copywriter) e un esperto grafico per il visual content. E’ possibile anche l’integrazione di un consulente di social media marketing esterno col ruolo di supervisore del team, che opera in stretta collaborazione col responsabile dell’area marketing. Creare il team, consente di stabilire ad ognuno le proprie aree di competenza così da ottimizzare al meglio la strutturazione del piano editoriale.

4. Costruire il layout del calendario in base ai propri obiettivi.

Non c’è un calendario preconfezionato pronto all’uso di ogni tipologia di azienda e uguale per tutti gli obiettivi prefissati. Quindi, in base agli obiettivi, scegliete un layout settimanale, mensile, trimestrale, semestrale o annuale. Considerate anche l’uso combinato di questi, per avere il quadro di insieme della vostra timeline e comprendere in ogni momento se vi state avvicinando al raggiungimento degli obiettivi nei tempi previsti.

5. Compilare il calendario (ecco finalmente il foglio excel!)

Aprite un foglio Excel o di un qualunque editor di calcolo, e suddividetelo in colonne in questa maniera:

  • titolo
  • autore (che scrive il contenuto)
  • categoria
  • la frase chiave
  • tipo di articolo (statistiche, call-to-action, citazione, testimonianze, promo eventi…)
  • tipo di contenuto (testo, immagini, video, audio, presentazioni, o altro)
  • date: di scadenza (entro il quale il contenuto dev’essere pubblicato), data di pubblicazione (effettiva) e altre (di modifica, di ripubblicazione, di estinzione).
  • URL: può essere utile specificare il link che vi collegherà alla risorsa da pubblicare o che contiene una fonte o un’informazione integrativa che completa il vostro contenuto.

Potreste inserire anche una colonna che indichi se il contenuto pubblicato è legato a promozione di prodotti e servizi speciali dell’offline. 

Scarica qui il nostro Piano Editoriale PSM.

6. Definire le Categorie di contenuti.

Sembrerebbe fuori tema, ma una categorizzazione dei contenuti da pubblicare, rende più fluida la pianificazione della loro pubblicazione e vi consente di collocarli nel modo giusto qualora occorra cambiare strategia in corso d’opera (sapete fin da subito dove andare a metter le mani e cosa pubblicare).

 7. Monitorare il processo di pubblicazione e condivisione dei contenuti (monitoraggio qualitativo).

Stabilire fin da subito cosa accade una volta che è stato creato il contenuto: dove deve essere pubblicato, in quale piattaforma, in quale giorno, in quali fasce orarie. Inoltre, è fondamentale monitorare la risposta proveniente dalla rete per comprendere se qualcosa non ha funzionato o se è necessario modificare il contenuto, oppure valutare una sua ripubblicazione. Per tutto questo, definire una persona del team che si occupa di tali processi.

 8. Individuare le metriche di valutazione e rendimento dei contenuti pubblicati (monitoraggio quantitativo).

Determinare gli strumenti di analisi coi quali monitorare l’andamento della campagna: se usare strumenti singoli specifici per ciascuna piattaforma, o globali su un’unico tool che li aggrega. Attraverso una valutazione quantitativa, interpretare i dati per comprendere come relazionare il vostro ROI.

Vantaggi.

In sintesi: ottimizzare i tempi e le risorse che avete a disposizione.

Nel dettaglio.

a) I vantaggi sul personale impiegato.

Partiamo dalle unità lavorative coinvolte. Un Piano Editoriale organizza i vostri sforzi e vi aiuta a rimanere sempre aggiornati e reattivi per fronteggiare qualsiasi criticità dovesse verificarsi durante la campagna di marketing. Un calendario è il perfetto antistress per l’operatore poiché lo aiuta a distribuire contenuti su base regolarmente programmata, risparmiando tempo e ottimizzando il lavoro distribuito fra membri differenti dello staff.

b) I vantaggi per l’azienda.

Quando si guarda il piano, visivamente, si possono facilmente identificare i temi ricorrenti, e così si potrebbe desiderare di sviluppare un trend o rendere gli argomenti ancora più interessanti. Aiutare a misurare i risultati e a integrare i contenuti con altre tattiche, come organizzare eventi, PR e campagne pubblicitarie, ecc Un piano basato sul calendario aiuta a strutturare le tempistiche dei vostri contenuti in base ad eventi che scandiscono la società e la cultura del luogo dove operate – come feste nazionali, o importanti conferenze nel vostro settore – consentendo di aggiornare tempestivamente le informazioni per i followers.

Ricapitolando, il Piano Editoriale serve a

  • rendere il brand aziendale più forte sia online che offline, permettendovi di razionalizzare tutti i vostri sforzi di comunicazione.
  • aumentare la produttività, in quanto “costringerà” il team coinvolto ad avere un chiaro flusso di lavoro per sapere cosa si sta facendo e ciò che deve ancora essere fatto.
  • aumentare il senso di responsabilità, in quanto “costringerà” il team ad assegnare a ogni membro una parte chiara della creazione di contenuti e del loro processo di condivisione.
  • migliorare la propria consistenza, permettendo la produzione e la condivisione di contenuti coerenti alla vision globale dell’azienda.

Non voglio trascurare un ultimo elemento importante che ho accennato in precedenza e che è questo. Il Piano Editoriale non può essere concepito al di fuori del piano di marketing globale dell’azienda, così come tutto quanto riguarda la strategia di Social Media Marketing. Sarebbe impensabile strutturare un piano editoriale dissociato dalle esigenze più macroscopiche dell’azienda. Ciò significa che gli strumenti di promozione già adottati nell’offline dovrebbero teoricamente (e spero praticamente) essere pienamente integrati e adottati nella redazione del content planning.

L’articolo è stato più lungo di altri, ma si comprenderà che l’argomento è vasto e probabilmente andrebbe ulteriormente sviscerato. E pertanto, chiedo proprio a te che hai letto, se hai qualcosa da aggiungere a questa checklist o se vuoi testimoniarci la tua personale esperienza, come consulente o come impiegato con un ruolo aziendale con queste specificità. E allora, scrivi, commenta e condividi sui tuoi social e ti aspetto per il prossimo articolo.

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Sono Giamp Ferrante, vivo a Lugano dove svolgo la professione di consulente in Social Media Marketing, Personal Branding e Content Marketing, con competenze ed esperienze maturate anche in ambito di realizzazione di siti internet e SEO. Sono appassionato di musica (suono le tastiere è ho un passato da fonico con esperienza in studio di registrazione) e CREDO che ognuno abbia il potere di realizzare qualsiasi cosa, ma DUBITO che siamo in pochi ad avere tale consapevolezza.

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